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Disturbi dell’Alimentazione

 

I Disturbi dell’Alimentazione sono caratterizzati dalla presenza di grossolane alterazioni del comportamento alimentare e in comportamenti finalizzati al controllo del peso corporeo, che danneggiano in modo significativo la salute fisica o il funzionamento psicologico. 

Una caratteristica essenziale del disturbo è la presenza di una alterata percezione del peso e della propria immagine corporea. 

I Disturbi dell’Alimentazione non sono causati da condizioni mediche generali ma sono connotati da problemi e patologie legate al cibo di natura psicologica: tensioni intense, pensieri, paure, stress, ansie, sensazioni interiori spiacevoli e problemi relazionali si traducono in atteggiamenti alimentari disfunzionali.

I Disturbi del Comportamento Alimentare sono uno dei problemi psicologici maggiormente in espansione negli ultimi decenni e sono caratteristici delle società economicamente avanzate, come quelle occidentali, nelle quali la forma fisica e l’apparenza sembra abbiano un’importanza maggiore rispetto all’interiorità. 

Pensiamo a come i mezzi di comunicazione, presentando sempre più modelli fisici irraggiungibili, stanno aggravando tale dinamica sociale, contribuendo alla diffusione dello stereotipo ideale di magrezza e, di conseguenza, alla diffusione del disturbo.

 

Questa sezione di disturbi comprende due categorie specifiche: l’Anoressia Nervosa e la Bulimia Nervosa.

 

Anoressia Nervosa

L’Anoressia Nervosa si caratterizza per il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale, intenso timore di acquistare peso, presenza di una alterazione dell’immagine corporea per ciò che riguarda forma e dimensioni corporee.

Quando l’Anoressia Nervosa si manifesta nella fanciullezza o nella prima adolescenza, può esserci incapacità di raggiungere il peso previsto (es. durante il periodo della crescita in altezza) piuttosto che perdita di peso. Nel sesso femminile, in epoca post-puberale, vi è amenorrea, mentre un ritardo del menarca può registrarsi nei soggetti  pre-puberi.

 

La perdita di peso è primariamente ottenuta tramite la riduzione della quantità totale di cibo assunta. 

Tipicamente i soggetti affetti da anoressia ingaggiano una guerra ferrea nei confronti del cibo e di tutto ciò che lo rappresenta: sebbene la restrizione calorica possa essere inizialmente limitata all’esclusione di cibi considerati ipercalorici, nella maggior parte dei casi i soggetti anoressici finiscono per avere un’alimentazione rigidamente limitata a poche categorie come frutta verdura ed acqua. 

In aggiunta alla dieta, con lo scopo di perdere peso, possono essere messe in atto condotte di eliminazione (es. vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi e diuretici) e la pratica eccessiva di attività fisiche, tra cui, in genere, è privilegiata la corsa. 

Questa costante ricerca del dimagrimento impone al soggetto anoressico un’autodisciplina quasi ascetica che prevede regole e prove di volontà ai limiti della sopportazione (ad es, il soggetto nonostante la precarietà del proprio fisico dedica molto tempo all’attività sportiva con l’unico scopo di perdere calorie o si impone regole rigidissime per resistere ai “morsi” della fame). Dimagrire diventa l’unico obiettivo ed interesse. 

 

Il livello di autostima è fortemente influenzato dalla forma fisica e dal peso corporeo. La perdita di peso viene considerata come una straordinaria conquista ed un segno di ferrea autodisciplina, mentre l’incremento ponderale viene vissuto come una inaccettabile perdita delle capacità di controllo.

 

Nei soggetti anoressici la percezione ed il valore attribuiti all’aspetto fisico ed al peso corporeo risultano distorti, ritenendo di essere sempre troppo grassi: l’intensa paura di “diventare grassi”, non è mitigata dal calo di peso, anzi, in molti casi, la preoccupazione per il peso corporeo aumenta parallelamente alla perdita reale di peso.

Alcuni si sentono grassi in riferimento alla totalità del loro corpo, altri pur ammettendo la propria magrezza, percepiscono come “troppo grasse” alcune parti del corpo, in genere l’addome, i glutei, le cosce. Possono adottare le tecniche più disparate per valutare dimensioni e peso corporei, come pesarsi di continuo, misurarsi ossessivamente con il metro, o controllare allo specchio le parti percepite come troppo abbondanti.

 

Nonostante il drammatico dimagrimento e le crescenti preoccupazioni dei familiari, il soggetto anoressico ha una scarsa consapevolezza della malattia.

 

In base alla presenza o meno di abbuffate o di condotte di eliminazione, si utilizzano i seguenti sottotipi:

Sottotipo con Restrizioni: la perdita di peso è ottenuta principalmente attraverso la dieta, il digiuno o l’attività fisica eccessiva. 

Sottotipo Con Abbuffate/Condotte di Eliminazione: i soggetti presentano regolarmente abbuffate e/o condotte di eliminazione. La maggior parte dei soggetti con Anoressia Nervosa che presentano abbuffate si dedicano anche a condotte di eliminazione attraverso il vomito autoindotto, o l’uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi. 

 

L’Anoressia Nervosa tipicamente inizia dalla media alla tarda adolescenza (14-18 anni). Il disturbo si presenta raramente in donne oltre i 40 anni. Spesso è presente un evento della vita stressante, come lasciare casa per trasferirsi all’università, in collegamento con l’esordio del disturbo. L’evoluzione e gli esiti dell’Anoressia Nervosa sono estremamente variabili; in alcuni casi, ad un episodio di Anoressia Nervosa fa seguito una completa remissione; in altri, fasi di remissione, con recupero del peso corporeo, si alternano a fasi di riacutizzazione. Altri ancora presentano un’evoluzione cronica, con progressivo deterioramento nel corso degli anni.

 
Bulimia Nervosa

La Bulimia Nervosa è caratterizzata da ricorrenti episodi di “abbuffate” seguiti da inappropriati metodi compensatori per prevenire il conseguente aumento di peso, come il vomito autoindotto, l’uso di lassativi, diuretici o altri farmaci, il digiuno o l’attività fisica praticata in maniera eccessiva. 

 

Una abbuffata, o crisi bulimica, è definita come l’ingestione, in un determinato periodo di tempo (circa 2 ore), di una quantità di cibo più grande rispetto a quanto la maggioranza degli individui assumerebbe in circostanze simili. Ogni singolo episodio di abbuffata non deve avvenire necessariamente in un unico contesto: l’abbuffata può iniziare al ristorante e concludersi a casa. Non può essere considerata una abbuffata il continuo “spiluccare” piccole quantità di cibo durante l’arco della giornata.

Sebbene il tipo di cibo assunto durante l’abbuffata varii ampiamente, generalmente comprende cibi dolci, ipercalorici, come burro o torte. 

 

I livelli di autostima sono, nei soggetti con Bulimia Nervosa, eccessivamente condizionati dalla forma e dal peso corporeo. Queste persone tipicamente si vergognano delle loro abitudini alimentari patologiche e tentano di nasconderle. 

Le crisi bulimiche avvengono in solitudine, quanto più segretamente possibile. L’episodio può essere più o meno pianificato ed è di solito caratterizzato (anche se non sempre) dalla rapidità dell’ingestione del cibo. L’abbuffata spesso continua sinché l’individuo non si sente “così pieno da star male”, ed è facilitata da umore depresso, stress, intensa fame a seguito di una restrizione dietetica, oppure da sentimenti di insoddisfazione relativi al peso, la forma del corpo o il cibo. Durante l’abbuffata vi può essere una transitoria riduzione del disagio, ma a fine abbuffata l’umore torna depresso ed è accompagnato da sensi di colpa. 

Una crisi bulimica è inoltre accompagnata da sensazione di perdere il controllo. Un individuo può esperire un senso di estraneamento durante l’abbuffata specialmente nelle fasi precoci del disturbo: alcuni riferiscono l’abbuffata come una sorta di esperienza di derealizzazione (come si un sogno). Nelle fasi più tardive della Bulimia Nervosa, può venire meno la sensazione soggettiva di acuta perdita del controllo durante la crisi, che si manifesta invece come incapacità di resistere all’impulso della crisi o di interromperla una volta iniziata. La perdita di controllo associata alle abbuffate nella Bulimia Nervosa non è però assoluta: il soggetto può continuare l’abbuffata a dispetto del telefono che squilla, ma interromperla bruscamente se qualcuno entra inaspettatamente nella stanza.

 

Un’altra caratteristica della Bulimia Nervosa è il frequente ricorso a inappropriati comportamenti compensatori per prevenire l’incremento ponderale, tesi a neutralizzare gli effetti dell’abbuffata: tra i metodi, quello più frequentemente adottato è l’autoinduzione del vomito dopo l’abbuffata. Questa condotta di eliminazione è presente nell’80-90% dei soggetti con Bulimia Nervosa. Il vomito riduce la sensazione di malessere fisico, oltre alla paura di ingrassare. In alcuni casi il vomito stesso rappresenta l’effetto ricercato: la persona si abbuffa per poter vomitare, oppure vomita anche per piccole quantità di cibo. I soggetti con Bulimia Nervosa possono adoperare diversi stratagemmi per indursi il vomito, come l’uso delle dita o di altri strumenti per scatenare il riflesso del vomito attraverso la stimolazione del faringe. In genere, nelle fasi avanzate del disturbo questi soggetti riescono a vomitare a comando. 

Altre condotte di eliminazione sono rappresentate dall’uso inappropriato di lassativi e diuretici. 

Altre misure compensatorie per le abbuffate sono il digiuno nei giorni successivi o l’esercizio fisico eccessivo. L’attività fisica è considerata eccessiva quando interferisce con altre importanti attività, quando avviene ad orari o in luoghi inusuali, o quando viene praticata nonostante le precarie condizioni fisiche. 

 

Gli individui con Bulimia Nervosa pongono una inappropriata enfasi sulla forma e sul peso del corpo per la valutazione di sé, e questi fattori condizionano decisamente i livelli di autostima. Il terrore di ingrassare, il desiderio di perdere peso, il livello di insoddisfazione per il proprio aspetto fisico sono sovrapponibili a quelli dei soggetti con Anoressia Nervosa. 

A differenza dell’evidenza fisica dell’anoressica, almeno negli stati avanzati del disturbo, il soggetto bulimico può mimetizzarsi anche per anni, poiché, almeno per quanto concerne gli aspetti legati al peso, egli si presenta, nella maggior parte dei casi, come normopeso o con alterazioni ponderali non significative. 

 

In base alla presenza/assenza di regolari condotte di eliminazione per compensare l’abbuffata, possono essere utilizzati i seguente sottotipi:

Con Condotte di Eliminazione: i soggetti appartenenti a questo sottotipo presentano regolarmente il vomito autoindotto o l’uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.

Senza Condotte di Eliminazione: in questi casi sono assenti vomito autoindotto o uso inappropriato di lassativi, diuretici od enteroclismi, mentre sono presenti altri comportamenti compensatori inappropriati come il digiuno e l’attività fisica praticata in maniera eccessiva.

 

La Bulimia Nervosa di solito esordisce nella tarda adolescenza o nella prima età adulta. Le abbuffate iniziano in genere durante o dopo un periodo di restrizioni dietetiche. 

Il decorso può essere cronico od intermittente con fasi di remissione alternate a fasi di ricomparsa delle abbuffate. 

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