CONTATTI

Tel: 3409393823

Calambrone, Pisa, via Porcari 2. 

Email: denise_bargiacchi@hotmail.com

Ricevo dal Lunedì al Venerdì 8.30-20.30

Sabato 8.30-12.30

  • White Facebook Icon

Copyright© Dr.ssa Denise Bargiacchi P.Iva:01845620507

DISTURBI DELL'UMORE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa è l’Umore?

 

L’umore è lo stato d’animo di base di un individuo, lo stato emozionale di fondo dell’attività mentale. 

Rappresenta la predisposizione a provare emozioni piacevoli o spiacevoli ed è in grado di condizionare la qualità e l’intensità dei vissuti, i pensieri, i desideri, le funzioni cognitive e i comportamenti dell’individuo.

Ogni persona ha un proprio tono dell’umore che tende a manifestare con maggiore frequenza, considerato come caratteristico del soggetto, come abitudine caratteriale e come parte del proprio temperamento. 

L’umore è il risultato di più fattori: in buona parte deriva dal patrimonio genetico, ereditato dai genitori, ma si modifica nel tempo in base al tipo di educazione ricevuta, all’ambiente in cui il soggetto è cresciuto, ad esperienze vissute, allo sviluppo della personalità.

L’umore di una persona, anche in un periodo di benessere complessivo, è dinamico e presenta delle oscillazioni fisiologiche che dipendono da parametri psicobiologici, da stimoli provenienti dal mondo esterno o da contenuti del mondo interno.

Il tono dell’umore infatti, in condizioni normali, presenta variazioni sia quantitative (frequenza), sia qualitative (intensità) ed oscilla tra due estremità, la tristezza e la gioia, passando attraverso tutta una gamma di sfumature emozionali, come la disperazione, la malinconia, la serenità, l’euforia e l’esaltazione.

Quando tali cambiamenti emotivi si svincolano dagli eventi esterni o sono sproporzionati, per intensità o durata, in reazione all’evento stesso, si parla di Disturbi dell’Umore. 

In presenza di un disturbo, viene persa la normale risposta emotiva e lo stato d’animo si può ancorare al polo della tristezza (è il caso della depressione) o dell’euforia (è il caso della mania).

I Disturbi dell’Umore, perciò, consistono in alterazioni del tono dell’umore dell’individuo di entità tale da causare problemi, disfunzioni oppure disagio marcato. 

Si manifestano con un gruppo di sintomi e segni che possono durare da poche settimane ad alcuni mesi o anni.

 

 

I Disturbi dell’Umore sono suddivisi a livello mondiale (DSM IV TR) in Episodi di Alterazione dell’Umore, in cui l’alterazione è momentanea e di breve durata (Episodio Depressivo Maggiore, Episodio Maniacale, Episodio Misto ed Episodio Ipomaniacale) e in Disturbi dell’Umore veri e propri.

 

 

 

Disturbo Depressivo Maggiore

Disturbo Distimico

Disturbo Bipolare

Disturbo Ciclotimico

 

Disturbo Depressivo Maggiore

Il Disturbo Depressivo Maggiore è caratterizzato da uno stato emotivo di grande tristezza, sconforto e disperazione. L’individuo prova sensi di colpa, sensazione di vuoto, infelicità, pessimismo, sensazione che nulla abbia più valore, con la perdita di interesse nei confronti delle attività che si svolgevano precedentemente e con l’incapacità di provare piacere per qualunque cosa, con conseguente isolamento sociale. I familiari spesso notano il ritiro sociale o il rifiuto di occupazioni piacevoli (per es, un calciatore non si allena più). 

E’ presente riduzione dell’energia, astenia, faticabilità. Il soggetto può riferire una continua stanchezza e anche i più piccoli compiti, come lavarsi e vestirsi al mattino,  richiedono uno sforzo considerevole e molto tempo. Anche l’efficienza delle azioni può essere ridotta. 

A livello psicomotorio, frequentemente c’è un rallentamento generale che riguarda il pensiero e i movimenti del corpo. Risulta faticoso anche fare conversazione: le persone depresse infatti si esprimono generalmente attraverso poche parole, facendo lunghe pause e parlando lentamente, con un tono di voce basso e monotono.

Le alterazioni psicomotorie possono, al contrario, manifestarsi con agitazione e ansia, come incapacità di stare seduti, passeggiare avanti e indietro, stropicciarsi le mani; sfregarsi la pelle, i vestiti, o altri oggetti, lamentandosi continuamente. 

L’agitazione o il ritardo psicomotorio devono essere abbastanza gravi da poter essere osservati da parte di altri, e non rappresentare semplicemente una sensazione soggettiva. 

Il senso di svalutazione è sempre presente e può includere valutazioni negative irrealistiche del proprio valore, preoccupazioni di colpa o ruminazioni su piccoli errori commessi nel passato. Molti soggetti si rimproverano di essere malati e di non riuscire ad assumersi responsabilità lavorative o interpersonali come conseguenza della depressione.

Possono essere presenti pensieri di morte, ideazione suicidaria o tentativi di suicidio veri e propri. Questi pensieri variano dalla convinzione che gli altri starebbero meglio se la persona fosse morta, a pensieri transitori di suicidarsi, a piani effettivi per compiere il suicidio. La frequenza, l’intensità e la letalità di questi pensieri possono essere piuttosto variabili.

Nel Disturbo Depressivo Maggiore sono frequentemente presenti anche disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia) e perdita del desiderio sessuale. L’appetito è di solito ridotto (molti individui sentono di doversi sforzare di mangiare) mentre, in altri casi, aumentato. Quando le alterazioni dell’appetito sono gravi, vi può essere una perdita o un aumento di peso significativi.

Le persone depresse non sono in grado di concentrare l’attenzione su qualcosa e ciò costituisce uno sforzo estenuante; non riescono a ricordare ciò che viene loro detto o ciò che apprendono attraverso la lettura. Il disturbo colpisce anche la capacità di affrontare i problemi: gli individui che ne sono affetti risultano essere totalmente privi di idee e strategie circa la sua risoluzione e vivono ogni momento con un sentimento di oppressione.  

Il Disturbo Depressivo Maggiore crea disagio clinicamente significativo e interferisce nell’ambito sociale, lavorativo o in altre importanti aree del funzionamento. Se la compromissione è grave, il soggetto può perdere completamente la capacità di funzionare dal punto di vista sociale o lavorativo. In casi estremi, il soggetto può essere incapace di occuparsi della cura personale minima (per es, mangiare o vestirsi) o di mantenere l’igiene personale minima.

 

Nella maggior parte dei casi la depressione tende con il tempo a scomparire, ma può anche cronicizzarsi. Il Disturbo Depressivo Maggiore risulta essere tra i disturbi più diffusi e sembra essere più frequente nelle donne che negli uomini. Colpisce maggiormente nella prima età adulta, ma nel corso degli ultimi anni l’età di insorgenza si sta progressivamente abbassando.

 

Disturbo Distimico (Depressione Minore)

Il Disturbo Distimico è caratterizzato da un umore cronicamente depresso, presente per la maggior parte del giorno, nella maggior parte dei giorni, per almeno 2 anni.

Il Disturbo Distimico è un disturbo cronico caratterizzato non da episodi di malattia, ma piuttosto dalla costante presenza dei sintomi. Tuttavia, il paziente con disturbo distimico può presentare alcune variazioni temporali nella gravità dei sintomi. 

I sintomi sono simili a quelli del Disturbo Depressivo Maggiore ma con una gravità minore: presenza di umore depresso, tristezza, pessimismo, mancanza di interesse nelle abituali attività, sentimenti di inadeguatezza, colpa, irritabilità e rabbia, ritiro sociale e difficoltà nei rapporti sociali,  inattività e mancanza di produttività. 

Inoltre possono essere presenti alterazioni dell’appetito e del sonno, ridotta autostima, perdita di energia, rallentamento psicomotorio, ridotta pulsione sessuale e preoccupazione ossessiva per i problemi di salute affaticabilità, scarsa capacità di concentrazione o difficoltà nel prendere decisioni e sentimenti di disperazione. 

Gli individui distimici possono riferire la presenza rilevante di riduzione degli interessi e di autocritica, spesso si vedono come non interessanti o incapaci. Poiché questi sintomi diventano, con il tempo, parte dell’esperienza quotidiana, il soggetto non riconosce di avere un disturbo perché convinto di essere così per costituzione, perciò non chiede neppure aiuto. 

Il Disturbo Distimico può essere:

  1. Ad Esordio Precoce: esordio prima dei 21 anni 

  2. Ad Esordio Tardivo: esordio a 21 anni o più tardi

 

I sintomi causano disagio clinicamente significativo e compromissione nel funzionamento sociale, lavorativo (o scolastico), o in altre aree importanti della vita.

 

Disturbo Bipolare

Generalità: cos'è un Disturbo Bipolare

Il Disturbo Bipolare è caratterizzato dall'alternarsi di fasi depressive e di fasi maniacali; un singolo episodio di mania può essere sufficiente per la diagnosi, dal momento che in nove casi su dieci di esordio con episodio maniacale si andrà incontro ad un disturbo depressivo. Per poter diagnosticare un disturbo bipolare è prima necessario definire i vari episodi di alterazione dell'umore. I Disturbi Bipolari sono suddivisi in tre categorie: Disturbo Bipolare I, Disturbo Bipolare II, Ciclotimia. 

 

Episodio Maniacale

Un periodo di umore anormalmente elevato, espansivo o irritabile, della durata di almeno una settimana. È caratterizzato da: euforia, autostima ipertrofica o grandiosità con creazione di piani grandiosi e inattuabili, diminuito bisogno di sonno (esempio, sensazione di riposo solo dopo tre ore di sonno), maggiore loquacità del solito, spinta continua a parlare, fuga delle idee o esperienza soggettiva che i pensieri si succedano rapidamente, distraibilità (cioè, l’attenzione è molto facilmente deviata da stimoli esterni non importanti o non pertinenti, aumento dell'attività sociale, lavorativa, scolastica o sessuale, oppure agitazione psicomotoria, eccessivo coinvolgimento in attività ludiche che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose (per es, eccesso nel comprare, comportamento sessuale sconveniente, investimenti in affari avventati). Nell'episodio Maniacale c'è una compromissione marcata delle attività quotidiane e spesso è necessaria l'ospedalizzazione.

Episodio Ipomaniacale 

L’Episodio Ipomaniacale è simile a quello Maniacale ma si distingue da esso per due caratteristiche: 

  • La durata di quattro giorni anziché di una settimana. 

  • I sintomi non sono abbastanza gravi da provocare una compromissione marcata in ambito lavorativo o sociale o da richiedere l'ospedalizzazione e non sono presenti manifestazioni psicotiche.

 

Episodio depressivo Maggiore 

La caratteristica essenziale di un Episodio Depressivo Maggiore è un periodo di almeno due settimane durante il quale è presente depressione dell'umore o perdita di interesse o di piacere per quasi tutte le attività. Possono essere presenti inoltre alterazioni dell'appetito o del peso, del sonno e dell'attività psicomotoria, riduzione del desiderio sessuale, ridotta energia, sentimenti di svalutazione o di colpa; difficoltà a pensare, concentrarsi o prendere decisioni; oppure ricorrenti pensieri di morte o ideazione suicidaria, pianificazione o tentativi di suicidio. Il soggetto si sente astenico, affaticato e oppresso.

Le alterazioni psicomotorie includono agitazione (per es, incapacità di stare seduti, passeggiare avanti e indietro, stropicciarsi le mani), oppure rallentamento (per es, pensieri e movimenti del corpo rallentati; aumento delle pause prima di rispondere; eloquio caratterizzato dal rallentamento, riduzione del volume, inflessioni, quantità, o varietà di contenuti).

Episodio Misto 

Nell'Episodio Misto risultano soddisfatti i criteri sia per l'Episodio Maniacale che per l'Episodio Depressivo Maggiore, per almeno una settimana. 

L'alterazione deve essere sufficientemente grave da causare una compromissione marcata del funzionamento lavorativo o delle attività sociali abituali o delle relazioni interpersonali, o da richiedere l'ospedalizzazione per prevenire danni a sé o agli altri, oppure sono presenti manifestazioni psicotiche.

A seconda della sintomatologia e del decorso clinico, i Disturbi Bipolari sono suddivisi in tre categorie: Disturbo Bipolare I, Disturbo Bipolare II e Disturbo Ciclotimico (trattato nel paragrafo seguente).

 

Disturbo Bipolare I 

Il Disturbo Bipolare I è caratterizzato da uno o più Episodi Maniacali o Misti, solitamente accompagnati da Episodi Depressivi Maggiori. Gli Episodi Maniacali e Depressivi hanno gravità analoga.

L’età media di esordio è di 20 anni sia per gli uomini che per le donne anche se questa patologia colpisce più frequentemente gli uomini. 

Più del 90% degli individui che presentano un un Episodio Maniacale Singolo vanno incontro ad episodi futuri.

 

Disturbo Bipolare II

Il Disturbo Bipolare II è caratterizzato da uno o più Episodi Depressivi Maggiori accompagnati da almeno un Episodio Ipomaniacale. Gli Episodi Depressivi sono più gravi degli Episodi Maniacali. 

Il Disturbo bipolare II è il più diffuso e colpisce più frequentemente le donne.

Circa il 60-70% degli Episodi Ipomaniacali del Disturbo Bipolare II si verificano immediatamente prima o dopo un Episodio Depressivo Maggiore.

 

 

Entrambi i disturbi sono molto variegati e possono presentarsi in forma lieve, moderata o grave, con manifestazioni psicotiche o catatoniche. Possono essere presenti anche manifestazioni melanconiche o atipiche. 

In una donna può avere l’esordio nel periodo Postpartum. In alcuni individui invece il disturbo Bipolare diventa cronico.

Anche l’alternanza degli Episodi è molto vario e specifico per ogni persona: gli episodi, ad esempio, possono alternarsi tra di loro lasciando spazio a periodi di normalità oppure possono alternarsi continuativamente, senza un recupero interepisodico. Possono, inoltre, avere un andamento stagionale o a cicli rapidi.

Generalmente le fasi depressive tendono a durare maggiormente rispetto a quelle maniacali: di solito le prime durano da qualche settimana a qualche mese, mentre le seconde da una a due settimane. Solitamente una fase insorge lentamente, mentre a volte può arrivare improvvisamente. È importante sottolineare che, nel Disturbo Bipolare, la mortalità è molto elevata, sia perché il rischio di suicidio è maggiore a quello della popolazione generale, sia per gli effetti della malattia su aspetti di vita (incidenti, digiuno e disidratazione, tendenza a sottovalutare i pericoli) e per malattie organiche (soprattutto cardiovascolari) .

Disturbo Ciclotimico (Ciclotimia)

Il Disturbo Ciclotimico fa parte dei Disturbi dell’Umore Bipolari

 

Generalità: cos'è un Disturbo Bipolare

Il Disturbo Bipolare è caratterizzato dall'alternarsi di fasi depressive e di fasi maniacali; un singolo episodio di mania può essere sufficiente per la diagnosi, dal momento che in nove casi su dieci di esordio con episodio maniacale si andrà incontro ad un disturbo depressivo. Per poter diagnosticare un disturbo bipolare è prima necessario definire i vari episodi di alterazione dell'umore. I Disturbi Bipolari sono suddivisi in tre categorie: Disturbo Bipolare I, Disturbo Bipolare II, Ciclotimia. 

 

Episodio Maniacale

Un periodo di umore anormalmente elevato, espansivo o irritabile, della durata di almeno una settimana. È caratterizzato da: euforia, autostima ipertrofica o grandiosità con creazione di piani grandiosi e inattuabili, diminuito bisogno di sonno (esempio, sensazione di riposo solo dopo tre ore di sonno), maggiore loquacità del solito, spinta continua a parlare, fuga delle idee o esperienza soggettiva che i pensieri si succedano rapidamente, distraibilità (cioè, l’attenzione è molto facilmente deviata da stimoli esterni non importanti o non pertinenti, aumento dell'attività sociale, lavorativa, scolastica o sessuale, oppure agitazione psicomotoria, eccessivo coinvolgimento in attività ludiche che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose (per es, eccesso nel comprare, comportamento sessuale sconveniente, investimenti in affari avventati). Nell'episodio Maniacale c'è una compromissione marcata delle attività quotidiane e spesso è necessaria l'ospedalizzazione.

Episodio Ipomaniacale 

L’Episodio Ipomaniacale è simile a quello Maniacale ma si distingue da esso per due caratteristiche: 

  • La durata di quattro giorni anziché di una settimana. 

  • I sintomi non sono abbastanza gravi da provocare una compromissione marcata in ambito lavorativo o sociale o da richiedere l'ospedalizzazione e non sono presenti manifestazioni psicotiche.

 

Episodio depressivo Maggiore 

La caratteristica essenziale di un Episodio Depressivo Maggiore è un periodo di almeno due settimane durante il quale è presente depressione dell'umore o perdita di interesse o di piacere per quasi tutte le attività. Possono essere presenti inoltre alterazioni dell'appetito o del peso, del sonno e dell'attività psicomotoria, riduzione del desiderio sessuale, ridotta energia, sentimenti di svalutazione o di colpa; difficoltà a pensare, concentrarsi o prendere decisioni; oppure ricorrenti pensieri di morte o ideazione suicidaria, pianificazione o tentativi di suicidio. Il soggetto si sente astenico, affaticato e oppresso.

Le alterazioni psicomotorie includono agitazione (per es, incapacità di stare seduti, passeggiare avanti e indietro, stropicciarsi le mani), oppure rallentamento (per es, pensieri e movimenti del corpo rallentati; aumento delle pause prima di rispondere; eloquio caratterizzato dal rallentamento, riduzione del volume, inflessioni, quantità, o varietà di contenuti).

Episodio Misto 

Nell'Episodio Misto risultano soddisfatti i criteri sia per l'Episodio Maniacale che per l'Episodio Depressivo Maggiore, per almeno una settimana. 

L'alterazione deve essere sufficientemente grave da causare una compromissione marcata del funzionamento lavorativo o delle attività sociali abituali o delle relazioni interpersonali, o da richiedere l'ospedalizzazione per prevenire danni a sé o agli altri, oppure sono presenti manifestazioni psicotiche.

Il Disturbo Ciclotimico è un'alterazione dell'umore cronica, fluttuante con numerosi periodi con sintomi ipomaniacali (Episodio Maniacale) e di numerosi periodi con sintomi depressivi (Episodio Depressivo Maggiore).

Perché si tratti proprio di un Disturbo Ciclotimico i periodi maniacali e depressivi si devono presentare e ripresentare almeno per due anni e gli intervalli tra un periodo ed un altro non devono durare mai per più di due mesi. La gravità dei sintomi è minore rispetto al Disturbo Bipolare I e al Disturbo Bipolare II.

Sebbene alcune persone possano funzionare bene durante alcuni dei periodi di ipomania, in generale devono essere presenti significativo disagio o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti come conseguenza dell’alterazione dell’umore. La compromissione può svilupparsi come risultato di periodi prolungati di variazioni dell’umore cicliche, spesso imprevedibili (per es., la persona può essere considerata temperamentale, lunatica, imprevedibile, incoerente o inaffidabile).

 

Il Disturbo Ciclotimico spesso esordisce nell’adolescenza o precocemente nella vita adulta e, di solito, ha un esordio insidioso e un decorso cronico. 

Sembra essere ugualmente comune negli uomini e nelle donne. 

Generalmente i sintomi maniacali e depressivi provocano significativo disagio o compromissione del funzionamento sociale, relazionale, familiare, lavorativo, affettivo, ma non sono così gravi e invalidanti come nei Disturbi Bipolari I e II.

Dr.ssa Denise Bargiacchi

Psicologa

Psicoterapeuta