Disturbo d'Ansia Generalizzato

L’ansia di per sé è un fenomeno normale. Si tratta di un’emozione di base, che si attiva quando una situazione viene percepita come pericolosa e, di conseguenza, l’organismo si prepara ad una risposta di attacco - fuga, come bagaglio del mondo animale.  Questo comporta uno stato di attivazione tramite fenomeni neurovegetativi: aumento della frequenza del respiro, accelerazione del battito cardiaco, sudorazione, tensione muscolare ecc. Tali modificazioni fisiche dipendono dal fatto che, ipotizzando di trovarsi in una situazione di reale pericolo, l'organismo ha bisogno della massima energia muscolare a disposizione, per poter scappare o attaccare in modo più efficace possibile, garantendosi la sopravvivenza.
L’ansia perciò costituisce un’importante risorsa, perché è una condizione fisiologica, efficace in molti momenti della vita per proteggerci dai rischi, mantenere lo stato di allerta e migliorare le prestazioni (ad es., sotto esame o prima di una gara). 

 

Quando l’ansia diventa eccessiva, ingiustificata (sensazione di paura non connessa ad alcuno stimolo specifico) o sproporzionata rispetto alle situazioni, si trasforma in un disturbo d’ansia, che può complicare la vita di una persona e renderla incapace di affrontare anche le più comuni situazioni. L’ansia non ha un unico modo di manifestarsi ma è classificata in categorie specifiche, riconosciute a livello mondiale (DSM IV TR).

La persona con Disturbo d’Ansia Generalizzata sperimenta un costante stato d’ansia, caratterizzato da apprensione eccessiva e da un’anticipazione pessimistica di eventi negativi, come la morte o catastrofi.

Le preoccupazioni sproporzionate riguardano la maggior parte delle comuni attività del soggetto. Sebbene non sempre gli individui con Disturbo d’Ansia Generalizzato possano riconoscere le preoccupazioni come “eccessive”, essi riferiscono un disagio soggettivo dovuto alla preoccupazione costante, hanno difficoltà a controllare la preoccupazione o presentano una conseguente compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti della loro vita.

Oltre a questa eccessiva preoccupazione, si riscontrano anche sintomi fisici quali: tensione muscolare, tremori, contratture, scosse, dolorabilità muscolare, sudorazione, vampate, freddo, mani appiccicose, batticuore, nausea, diarrea, bocca secca, nodo alla gola o difficoltà a deglutire, vertigini, senso di “testa vuota”, affaticabilità, insonnia, risposte di allarme esagerate. I soggetti con questo disturbo, inoltre, sono spesso irritabili, irascibili, presentano facili scoppi d’ira, sono incapaci di rilassarsi e di mantenere la concentrazione. 

Per la diagnosi devono essere presenti almeno tre dei seguenti sintomi, da almeno 6 mesi:
 

• Irrequietezza o sentirsi “con i nervi a fior di pelle”

• Affaticabilità

• Irritabilità

• Difficoltà di concentrazione o vuoti di memoria

• Tensione muscolare

• Sonno irrequieto, insoddisfacente o difficoltà ad addormentarsi.

 

L’alterazione non è dovuta agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per esempio  droghe o farmaci) o di una condizione medica generale (per esempio ipertiroidismo) e non si manifesta esclusivamente durante un Disturbo dell’Umore, un Disturbo Psicotico o un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo.

 

La prevalenza del disturbo d'ansia generalizzato nell'arco di vita è abbastanza elevato, dato che lo si riscontra nel 5% circa della popolazione generale, colpendo in maggior misura il sesso femminile. Esordisce tipicamente durante l'adolescenza, benché molte delle persone che ne soffrono riferiscano di averne sempre sofferto fin da quando erano bambini. 

Le cause non sono chiare poiché esso si sviluppa spesso senza un motivo apparente anche se sono diversi i fattori che giocano un ruolo importante.

Un fattore di base è il patrimonio genetico ereditato dai genitori, infatti alcune persone tendono ad avere una personalità ansiosa, altre più serena, fin dalla nascita.

A questo si aggiunge il tipo di ambiente educativo in cui il bambino cresce. Traumi infantili come l’abuso, una perdurata mancanza affettiva o la morte di un genitore, possono procurare ansia in età adulta anche in soggetti meno predisposti geneticamente.

Inoltre, uno stress importante nella vita, come un cambiamento di lavoro, una separazione o una malattia, possono far insorgere i sintomi ansiosi. 

Infine, persone affette da altre patologie come depressione o schizofrenia tendono in modo maggiore, a sviluppare un disturbo d’ansia generalizzato.

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