IL SOGNO

Fino dall’antichità l’uomo si è interessato al significato dei sogni, considerati, un tempo, messaggi degli Dei. 

Già in epoca sumerica era d’uso il rituale dell’incubazione: l’individuo doveva recarsi in un luogo sacro sotterraneo dove dormire un’intera notte per accogliere un eventuale sogno da raccontare e condividere con gli altri come profezia.

Nell’Antico Testamento sono riportati vari sogni, tra i quali ricordiamo quello del faraone egizio che sogna sette vacche grasse e sette vacche magre e che viene interpretato come una profezia di Dio.

I Greci ripresero l’usanza dell’incubazione sumera e, in particolari circostanze, andavano in un bosco sacro o in una grotta, dove scavavano una buca. Lì si accoccolavano e si addormentavano sperando di sognare; in seguito consultavano l’oracolo che dava un’interpretazione al sogno come ruolo di cura e guida spirituale.

- Il sogno assunse una valenza completamente diversa con Sigmund Freud che, nel 1899, pubblicò L’Interpretazione dei Sogni. Con la Psicoanalisi freudiana si portò l’attenzione sul mondo onirico, definendo il sogno come “la via regia verso l’inconscio”. 

Secondo Freud, il sogno è caratterizzato dal “contenuto manifesto” che sarebbe il sogno come lo ricordiamo, la scena o la storia; e dal “contenuto latente” che sarebbe il significato profondo del sogno stesso, ossia il vero messaggio. 

Per Freud il sogno rappresenta la soddisfazione di un desiderio inaccettabile all’Io del soggetto, principalmente di natura sessuale, di conseguenza, questo desiderio inconscio viene sottoposto ad una censura da parte del sistema conscio e camuffato attraverso un lavoro onirico nel contenuto manifesto, in modo da non risultare riconoscibile alla coscienza, proprio perché inaccettabile. Per giungere dal contenuto manifesto (la storia del sogno), al contenuto latente (il desiderio) Freud utilizzava la libera associazione, cioè chiedeva al paziente di fare associazioni spontanee alle immagini oniriche. 

- Jung, allievo di Freud giunse ad una concezione più ampia del sogno, non riconducibile solo a desideri sessuali insoddisfatti. 

Per lui i sogni possono essere letti oltre che come risultato di un bisogno insoddisfatto, anche con un significato prospettico, rivolto al futuro: in essi sono presenti le linee di sviluppo della crescita psicologica. Inoltre possono rappresentare sia i contenuti dell’inconscio personale, come ricordi, esperienze di vita, sia i temi che derivano dal più profondo inconscio collettivo. 

- Per la Psicoterapia della Gestalt il sogno è ancora qualcosa di diverso: è il prodotto più spontaneo della psiche, è un messaggio esistenziale ed in esso è contenuto “l’intero copione della nostra vita”.

Ogni elemento del sogno, animato o inanimato che sia, è una proiezione di parti di se stessi.

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Funzione del Sogno

 

I sogni sono portatori di messaggi preziosi, ancora inconsapevoli e spesso non immediatamente comprensibili per il sognatore. Nei sogni si manifestano vissuti profondi non elaborati, nuovi impulsi e segnali di cambiamento che spesso la coscienza non riesce a cogliere. 

Il sogno si configura dunque come il territorio di confine tra la vita inconscia e la vita cosciente, la zona psichica in cui l’informe emerge e comincia a prendere forma, indicandoci dove siamo e la direzione verso cui proseguire prima ancora che noi ne abbiamo consapevolezza. 

Lavorare su un sogno significa fare emergere e rivivere creativamente significati personali. Attraverso l’analisi di un sogno, il sognatore prende consapevolezza delle condizioni attuali della sua vita e sulle loro cause, esamina la situazione e il momento di vita in cui si trova, si mette in gioco, anche proiettandosi nel futuro, mette alla prova possibili soluzioni di condizioni problematiche ed attua processi integrativi di ulteriore sviluppo psicologico. 

La direzione dell’attività onirica è sempre verso la completezza e l’integrazione della persona nella sua totalità.

Il sogno rappresenta spesso la situazione esistenziale di chi sogna e illustra cosa può succedere se si continua a comportarsi in un certo modo o può invitare ad assumere una nuova prospettiva.

Inoltre, è fondamentale vedere il sogno nella sua totalità prendendo contemporaneamente in considerazione tute le parti di esso. 

Sogni o incubi ricorrenti sono importanti perché evidenziano una modalità di comportamento sempre uguale a se stessa che ci blocca nell’azione e nella nostra evoluzione. Finche’ non comprendiamo quale modalità ripetitiva stiamo mettendo in atto, fino a quando non riconosceremo i propri bisogni più profondi e di conseguenza utilizzare le nostre risorse, il sogno continuerà a ripresentarsi. 

Infine, il sogno contiene due importanti elementi. Il primo, come abbiamo detto, è l’enunciazione di chi siamo. Infatti, interpretando ciascun elemento, si può divenire maggiormente consapevoli delle cose con le quali ci si identifica e di ciò in cui non ci si riconosce, riappropriandosi della propria totalità. L’altro elemento è rappresentato di solito, anche se non sempre, da una parte mancante, che corrisponde alla soluzione finale, alla strategia suggerita dal sogno da attuare nella realtà.

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Il Sogno in Psicoterapia della Gestalt

 

Per la Psicoterapia della Gestalt il sogno è il nostro prodotto più spontaneo, è l’espressione più chiara e genuina della nostra esistenza, e si presenta indipendentemente dalla nostra intenzione e volontà. 

La Psicoterapia della Gestalt considera tutte le diverse parti del sogno (persone, animali, oggetti, ambienti e situazioni) come frammenti della personalità del sognatore, come rappresentazioni di colui che sogna. Ogni cosa nel sogno, essendo una nostra creazione, indica una parte di noi stessi, di cui possiamo esserne consapevoli oppure no. 

Il sogno è un messaggio esistenziale in cui sono contenuti in modo frammentato varie parti di noi e, dunque, attraverso di esso, è possibile individuare e prendere consapevolezza delle nostre esigenze e del nostro stato di sviluppo.

Spesso, per far fronte alle difficoltà della vita, alcuni nostri comportamenti, ricordi, aspettative ed emozioni negative ed intollerabili vengono ripudiati, non vengono riconosciuti come propri, e vengono proiettati all’esterno: “Questo non sono io, non mi piace e perciò non mi appartiene”. 

Così, proiettiamo nel mondo circostante e nelle altre persone cose che in realtà appartengono intimamente a noi. La nostra personalità, man mano che espelle dei pezzetti fuori da sé, si impoverisce.

in Gestalt, ogni elemento del sogno, è visto come una di queste proiezioni di parti di noi.

 

Nel lavoro con i sogni in terapia, il sognatore viene invitato a rappresentare le parti del sogno in prima persona, attraverso una “messa in scena”, una “drammatizzazione” delle diverse parti oniriche. Calandosi nelle varie parti, colui che sogna può permettersi di identificarsi con esse e prenderne familiarità. In questo modo si riappropria anche di quei frammenti che aveva relegato lontano.

Lavorando sulle proiezioni si fanno dialogare gli elementi tra loro per giungere ad una maggiore comprensione e all’integrazione delle forze contrapposte. L’obiettivo è riunire i vari frammenti onirici e riappropriarsi del potenziale di ognuno di essi.

Il sognatore, così, scopre i significati del sogno attraverso la drammatizzazione delle sue diverse parti.  Magari, calandosi nel ruolo di un oggetto o persona sognati, l’individuo intuisce “Ma questo sono io!” 

L’interprete autentico del sogno, dunque, è la persona che sogna perché essa sola ha tutta l’informazione, non necessariamente conscia o consapevole, che permette di cogliere il senso del messaggio onirico. 

Il terapeuta è presente come guida esterna, catalizzatore che stimola e sostiene il lavoro. Egli propone strategie di contatto con il sogno, avanza ipotesi di lettura dei suoi significati e propone sintesi conclusive da sottoporre al paziente per la verifica. 

In questo senso, per la Psicoterapia della Gestalt, il sogno è la via regia all’integrazione di tutte le parti di noi. In ogni sogno è presente l’intero copione della nostra vita, in esso è espressa la difficoltà esistenziale che stiamo vivendo, viene indicata quella realtà che non abbiamo il coraggio di affrontare e che ci mantiene bloccati in un punto di impasse, e ci indica la parte mancante della personalità, di cui è fondamentale riappropriarsi.

I sogni ricorrenti rappresentano problemi non risolti, vecchi copioni di vita che mettiamo in atto nonostante non ce ne sia più necessità, emozioni che emergono di volta in volta e che, non essendo state elaborate, interferiscono con la vita quotidiana. I sogni ricorrenti sono, perciò, messaggi di avvertimento che tendono a “frustrare” la persona per sollecitarla ad andare avanti, a superare l’impasse che le impedisce la crescita. 

 

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Il Sogno in Psicologia Analitica Junghiana

 
 

Per la Psicologia Analitica Junghiana, il sogno è un’autorappresentazione spontanea dell’inconscio, espressa in forma simbolica. 

Ogni sogno è un’espressione creativa del Sé e rappresenta un dialogo tra la posizione cosciente e quella inconscia del sognatore. 

Le immagini che si trovano nella parte più profonda di noi, attraverso il sogno, offrono commenti, correzioni e contributi per la soluzione dei problemi, orientando l’attività cosciente verso un ampliamento della consapevolezza. Pensieri, emozioni, ricordi o sensazioni troppo svalutati nella vita cosciente appaiono nel sogno con una funzione riequilibratrice.

Finché le parti di noi che non accettiamo e che non riconosciamo come nostre non vengono accettate e integrate nella personalità restiamo incompleti.

 

Per la Psicologia Analitica, il sogno affonda le sue radici sia nell’inconscio personale del sognatore sia nell’inconscio collettivo. 

Nell’inconscio personale si trovano emozioni, simboli, immagini che derivano dalla nostra storia di vita, dalla nostra unica esperienza. 

L’inconscio collettivo si trova in uno strato ancora più profondo e meno accessibile ed è comune a tutti gli uomini. In esso vivono immagini cosmiche, archetipi che si trasmettono ereditariamente e rappresentano una sorta di memoria dell’umanità stessa. Gli archetipi lasciano le loro tracce nei miti, nelle favole e, per l’appunto, nei sogni. 

Perciò nei sogni è possibile trovare aspetti che riguardano la nostra storia unica di vita, intrecciati con archetipi e temi arcaici. Non di rado accade di sognare scene di vita quotidiana come il lavoro o persone a noi care, in cui emergono gli archetipi dell’inconscio collettivo nelle vesti di streghe, spiriti benevoli, animali feroci, mostri o demoni.

Grazie al deposito di natura collettiva ed inconscia, attraverso il sogno, possiamo attingere a delle risorse molto potenti che non sono invece disponibili sul piano della coscienza. 

 

Nel lavoro terapeutico con il sogno, utilizzando le immagini e i personaggi del sogno (che non sono messi a caso ma hanno un significato più o meno rilevante), sono fondamentali le associazioni personali del sognatore (tutto ciò che un elemento onirico suscita, ricorda, fa venire in mente). 

Non esiste infatti una simbologia onirica valida per tutti, ma dobbiamo sempre fare riferimento al contesto biografico e psicologico di chi sogna. 

E’ importante anche capire il significato soggettivo di una cosa sognata. Per esempio, mentre l’auto può essere vista, nel suo significato oggettivo, come un mezzo di trasporto, può essere vissuta soggettivamente in svariati modi: come un luogo infernale per chi ha subito uno spaventoso incidente o come un’autorealizzazione per il diciottenne che ha appena preso la patente.

La Psicologia Analitica inoltre ricerca il significato delle immagini e dei simboli onirici individuando similitudini e analogie tratte dai miti, dalla letteratura, dalle fiabe, dalle leggende e dall’arte.

 

Il sogno fornisce, attraverso le immagini, un quadro della situazione esistenziale attuale. Esso ha uno sviluppo temporale, una trama, che può concludersi in modo positivo o in modo negativo. La conclusione, in genere, indica una probabile via di uscita, mostrando al sognatore la direzione verso cui andare; mentre una conclusione negativa, tipica degli incubi, è un avvertimento urgente rivolto al sognatore, cercando di fargli capire che qualche cosa non va.

Inoltre, nel sogno viene messo in evidenza un punto di vista che il sognatore non aveva preso in considerazione nella vita cosciente, permettendo di arricchire e integrare contenuti rimossi. Attua un bilanciamento per raggiungere un livello superiore di equilibrio del sistema psichico: il sogno compensa atteggiamenti unilaterali della coscienza, permettendo il progredire nel processo di crescita. 

 

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Il Sogno in Psicoterapia Gestalt Analitica

La Psicoterapia Gestalt Analitica si situa in una posizione di contatto tra la Psicoterapia della Gestalt e l’Analisi Junghiana la quale, a sua volta, affonda le radici nella psicoanalisi. È perciò importante tenere sempre presente queste teorie con le rispettive applicazioni pratiche, per avere una visione più globale e ponderata di un sogno. 

In Psicoterapia Gestalt Analitica, il significato gestaltico del sogno, che è un significato esistenziale, come rappresentazione del periodo di vita che si sta attraversando, viene arricchito con l’Analisi Junghiana che affonda le radici più in profondità, nell’inconscio personale e nell’inconscio collettivo.

 

Nella Psicoterapia Gestalt Analitica si può drammatizzare il sogno, facendo riferimento alla Gestalt, facendo interpretare al sognatore i vari elementi onirici e, contemporaneamente, apportare delle associazioni o significati simbolici più profondi, facendo riferimento alla Psicologia Analitica. 

Mentre in Psicologia Analitica o in Gestalt (anche se la drammatizzazione avviene nel gruppo), il lavoro resta un lavoro personale del sognatore, in Psicoterapia Gestalt Analitica si può lavorare singolarmente con il sognatore oppure possiamo fare un lavoro di gruppo, in cui il sogno viene condiviso, i membri vengono coinvolti in prima persona ed hanno modo di sperimentarsi con le proprie emozioni. 

 

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Onirodrammna

La parola Onirodramma deriva dal greco oneiros (sogno) e drama (azione) e significa “drammatizzazione del sogno”. 

Attraverso l’onirodramma, si rappresentano i sogni all’interno di un gruppo di persone, come in un teatro. 

Questo modo di elaborare i sogni all’interno di un gruppo, è stata ideata da Bruno Bonvecchi negli anni 80, facendo riferimento ai contributi della Sophianalisi, della Bioenergetica e dello Psicodramma moreniano.

Il sogno viene considerato come una strada per sciogliere un conflitto, implicando un’elaborazione del conflitto stesso. L’elaborazione dà la possibilità a colui che sogna di prendere coscienza del suo conflitto e di trasformare il sogno in decisioni reali. 

In esso viene messa in rilievo la globalità della persona e del gruppo nelle sue dimensioni di psiche e spirito attraverso un lavoro psicoterapeutico del sogno che passa anche attraverso il corpo.

 

L’onirodramma di gruppo si suddivide in tre fasi:

  1. •Prima fase. Ogni persona del gruppo racconta agli altri un proprio sogno dandogli un titolo. Tramite votazione da parte di tutti i componenti viene scelto un sogno. Il sogno selezionato, dal momento che è stato scelto dalla maggioranza, rappresenta l’inconscio collettivo dell’intero gruppo. Colui che ha fatto il sogno scelto riferisce al gruppo gli elementi del sogno ed in seguito sceglie sia la parte preferita che quella rifiutata del sogno stesso.

  2. •Seconda fase. Il sognatore sceglie alcuni componenti del gruppo per rappresentare i vari elementi onirici. Si ha la drammatizzazione vera e propria in cui si mette in scena, nello spazio e nel tempo presente, la trama, i personaggi, l’ambientazione, del sogno. I personaggi possono parlare, mimare, interagire oppure stare immobili come statue, a scelta del sognatore. 

  3. •Terza fase. In questa fase si cerca di favorire una decisione nel qui ed ora che porti la persona ed il gruppo ad un cambiamento strutturale ed esistenziale. 

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