Cosa è la Personalità?

 

La Personalità è l’insieme dei modi con i quali una persona si rapporta, percepisce, vede e pensa nei confronti di se stessa e dell’ambiente circostante. Ognuno ha una particolare Personalità, costituita da un’insieme di tratti specifici e stabili nel tempo che . La Personalità, perciò, rappresenta il modo in cui un individuo si manifestano in molteplici occasioni e contesti, modellandosi ed adattandosi alle dinamiche e alle situazioni più diverse di ogni giorno; inoltre specificano e delineano l’individuo, proprio come le altre personali caratteristiche psicofisiche, rappresentando un suo ulteriore fattore distintivo.

Quando tali tratti sono rigidi e non adattativi e causano compromissione del funzionamento sociale e lavorativo, oppure una sofferenza soggettiva, essi costituiscono una vera e propria patologia, definita Disturbo di Personalità.  

Un Disturbo di Personalità rappresenta un modello di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo, è pervasivo e inflessibile. 

In genere esordisce nell’adolescenza o nella prima età adulta ed è stabile nel tempo. 

Chi è afflitto da un Disturbo di Personalità può presentare grandi difficoltà nel riconoscere, interpretare o controllare le emozioni, le cognizioni o i comportamenti e a capire e modulare le dinamiche interne altrui, spesso vi possono anche essere percezioni distorte sul proprio sé e sulle altre persone, così come l’incapacità di controllare i propri impulsi con conseguenti manifestazioni estreme di ansia, rabbia, depressione ecc. 

Nei casi più gravi di Disturbi di Personalità la persona può arrivare a manifestazioni comportamentali violente e distruttive, abuso di sostanze psicoattive, tentativi di suicidio ed atteggiamenti di autolesionismo.

Il paziente con un disturbo di personalità non si rende pienamente conto che alcuni comportamenti e pensieri sono indice di un problema ma, spesso, ritiene che sia un tratto caratteristico e distintivo proprio.

E' bene infatti specificare che i Disturbi di Personalità non sono caratterizzati da specifici sintomi come nel caso dei Disturbi Psicologici, ma piuttosto dalla presenza di tratti stabili di Personalità rigidi e patologizzanti.

I Disturbi di Personalità sono raccolti in tre gruppi sulla base di alcune loro caratteristiche analoghe:

 

Gruppo A. Disturbi caratterizzati da comportamento bizzarro

Sono contraddistinti da modalità strane, insolite, eccentriche o paranoiche e dalla tendenza alla diffidenza e all’isolamento. Sono caratterizzati da pensieri e comportamenti inusuali e dall’incapacità di stabilire relazioni interpersonali soddisfacenti.

  1. -Disturbo di Personalità Paranoide 

  2. -Disturbo di Personalità Schizoide

  3. -Disturbo di Personalità Schizotipico

 

Gruppo B. Disturbi caratterizzati da alta emotività
Sono contraddistinti da modalità emotive, teatrali, drammatiche, instabili, estreme, imprevedibili e dalla mancanza di empatia. Sono caratterizzati da marcata emotività e imprevedibilità.

  1. -Disturbo di Personalità Antisociale

  2. -Disturbo di Personalità Borderline

  3. -Disturbo di Personalità Istrionico

  4. -Disturbo di Personalità Narcisistico 

 

Gruppo C. Disturbi caratterizzati da forte ansietà

Sono contraddistinti da modalità ansiose o paurose e da una considerevole inibizione e scarsa autostima. Lo stato mentale di un soggetto appartenente a questo cluster è dominato da ansia, tensione costante, affettività disforica, preoccupazione di essere accettato dagli altri e ipercontrollo comunicativo. 

  1. -Disturbo di Personalità Evitante

  2. -Disturbo di Personalità Dipendente

  3. -Disturbo di Personalità Ossessivo-Compulsivo

 

E’ possibile che nello stesso individuo si presentino Disturbi di Personalità anche appartenenti a gruppi diversi.

Perché si possa parlare di un vero e proprio Disturbo di Personalità, i tratti personologici devono rendere disfunzionali almeno due sfere vitali dell’individuo, tra quella emotiva, cognitiva, interpersonale e personale, in modo stabile, costante e pervasivo.

 

 

  1. Disturbo di Personalità Paranoide

  2. •Disturbo di Personalità  Schizoide

  3. Disturbo di Personalità Schizotipico

  4. •Disturbo di Personalità Antisociale

  5. •Disturbo di Personalità Borderline

  6. •Disturbo di Personalità Istrionico

  7. •Disturbo di Personalità Narcisistico

  8. •Disturbo di Personalità Evitante

  9. •Disturbo di Personalità Dipendente

  10. •Disturbo di Personalità Ossessivo-Compulsivo

 

Disturbo Paranoide di Personalità 

Il Disturbo Paranoide di Personalità è caratterizzato dalla tendenza, persistente ed ingiustificata, a percepire e interpretare le intenzioni, le parole e le azioni degli altri come malevole, umilianti o minacciose. La persona che ne soffre percepisce il mondo esterno come ostile e vi si rapporta con diffidenza e sospettosità. 

L’individuo perciò assume un atteggiamento ipervigilante, pensa che gli altri lo sfruttino, lo danneggino o lo ingannino, anche quando non vi sono prove che supportino queste aspettative. Sospetta, sulla base di prove insignificanti o inesistenti, che gli altri complottino contro di lui e possano attaccarlo improvvisamente, in ogni momento e senza alcuna ragione. E’ talmente stupito quando un amico o un collega si mostra leale che non può fidarsi o credergli e, se si trova nei guai, si aspetta che gli amici e i colleghi lo attaccheranno o ignoreranno i suoi problemi.

Gli individui con questo disturbo sono riluttanti a confidarsi o a entrare in intimità con gli altri, poiché temono che le informazioni vengano usate contro di loro. Possono rifiutare di rispondere a domande personali, leggono significati nascosti minacciosi in rimproveri o altri fatti benevoli. I complimenti vengono spesso malinterpretati, per es. un complimento su un talento viene malinterpretato come un tentativo di costringere a prestazioni maggiori e migliori o possono vedere un’offerta di aiuto come critica al fatto che non stanno facendo abbastanza bene da soli.

Gli individui con questo disturbo agiscono in modo cauto e guardingo ed appaiono freddi e privi di sentimenti; inoltre sono  eccessivamente permalosi, polemici, ostinati e sempre pronti a contrattaccare quando credono di essere criticati o maltrattati. Provano costantemente del risentimento e sono incapaci di dimenticare insulti, offese, o ingiurie che pensano di avere ricevuto. Piccole offese evocano grande ostilità, e i sentimenti ostili persistono per molto tempo. Contrattaccano rapidamente, e reagiscono con rabbia agli insulti percepiti. 

Gli individui con questo disturbo possono essere gelosi in modo patologico, spesso sospettano che il partner sia infedele senza una giustificazione adeguata. Possono raccogliere “prove” banali o circostanziate per supportare le loro convinzioni di gelosia. Possono pretendere di mantenere un controllo completo delle relazioni intime per evitare di essere traditi e possono costantemente mettere in discussione e in dubbio i luoghi in cui si trova, le azioni, le intenzioni, e la fedeltà del coniuge o partner.

 

La reazione emotiva dominante dell’individuo con Disturbo Paranoide può variare: quando la convinzione è di essere, vittime di un mondo ostile e umiliante prevarranno rabbia, risentimento o irritazione e la tendenza sarà quella di reagire attaccando e aggredendo; quando, invece, la sensazione che si vive è quella dolorosa di essere escluso, non voluto, di essere emarginato dal gruppo, prevarranno ansia, tristezza, senso di solitudine, con la conseguente tendenza ad isolarsi e a ritirarsi dal mondo.

 

Queste persone presentano, inoltre, due difficoltà:

  1. -Incapacità di porsi nella prospettiva dell’altro, di distinguere il proprio punto di vista da quello altrui; 

  2. -Difficoltà a distinguere tra mondo esterno (realtà obiettiva) e mondo interiore (proprie sensazioni e idee). La sensazione di minaccia, ad esempio, non viene mai considerata come un vissuto soggettivo, una fantasia o un’ipotesi, ma come un dato di realtà assoluto e certo. 

 

Il Disturbo di Personalità Paranoide compare nella prima età adulta.

 

Disturbo Schizoide di Personalità 

Il Disturbo Schizoide di Personalità è caratterizzato dalla difficoltà e soprattutto dalla mancanza di desiderio a stabilire rapporti con gli altri, riducendo il contatto sociale al minimo.

Ogni relazione viene considerata come instabile e indesiderata e si preferisce passare il tempo da soli, conducendo una vita molto riservata ed isolata. 

Gli individui con Disturbo Schizoide di Personalità sembrano non desiderare l’intimità, appaiono indifferenti alle opportunità di stabilire relazioni strette, e non sembrano trarre molta soddisfazione dal far parte di una famiglia o di un altro gruppo sociale. 

Appaiono socialmente isolati o “solitari”, e quasi sempre scelgono attività o passatempi solitari che non implicano l’interazione con gli altri. Preferiscono compiti meccanici o astratti, come giochi al computer o matematici. 

Vi è di solito una ridotta capacità di provare piacere per esperienze sensoriali, fisiche o interpersonali, come camminare sulla spiaggia al tramonto o fare sesso. Questi individui non hanno amici stretti o confidenti, eccetto talora un parente di primo grado.

Gli individui con Disturbo Schizoide spesso sembrano indifferenti all’approvazione o alle critiche degli altri e non sono preoccupati da ciò che gli altri pensano di loro. Possono essere ignari delle sottigliezze dell’interazione sociale e spesso non rispondono appropriatamente alle condotte sociali cosicché sembrano socialmente inetti o superficiali e assorbiti da se stessi. Possono mostrare un aspetto mite senza reattività emotiva visibile e raramente ricambiano gesti o espressioni del volto, come sorrisi o cenni del capo. 

 

Gli individui che presentano questo disturbo possono inoltre avere una particolare difficoltà nell’esprimere le forti emozioni come la gioia o la rabbia, anche in risposta ad una provocazione diretta. Questo li porta a reagire passivamente alle circostanze avverse e contribuisce a dare l’impressione che manchino di emozioni. Mostrano un’affettività ristretta ed appaiono agli altri freddi e distaccati.

 

Chi soffre di questo disturbo si sente e si considera un osservatore, anziché partecipe di ciò che accade intorno a lui, che appare ai suoi occhi abbastanza “piatto, insignificante e privo di importanza”. Tende a vivere in un “mondo tutto suo”.

 

Questo disturbo inizia nella prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti.

 
Disturbo Schizotipico di Personalità 

Il Disturbo Schizotipico di Personalità è caratterizzato da difficoltà interpersonali con conseguente isolamento sociale, disagio acuto, comportamento eccentrico e bizzarro.

L’individuo è sospettoso e presenta ideazione paranoide: crede che gli altri complottino contro di lui, lo vogliano umiliare, criticare o raggirarlo.

Presenta inoltre idee di riferimento, cioè interpreta come collegati tra loro eventi che, in realtà, non lo sono.

Questi individui possono avere credenze bizzarre, possono essere superstiziosi, o preoccupati da fenomeni paranormali al di fuori delle norme della loro cultura. Possono sentire di avere il potere speciale di intuire gli eventi prima che avvengano o di leggere i pensieri degli altri. Possono credere di avere un controllo magico sugli altri, che può essere esercitato direttamente (per es., credendo che il fatto che il coniuge porti fuori il cane per una passeggiata sia il risultato diretto dell’aver pensato un’ora prima che ciò dovesse accadere) o indirettamente, attraverso il compimento di rituali magici (per es. oltrepassare un certo oggetto tre volte per evitare una conseguenza spiacevole).

Nel Disturbo Schizotipico possono essere presenti alterazioni percettive: per es. sentire la presenza di un’altra persona, o sentire una voce che mormora il proprio nome. 

L’eloquio può includere frasi e costruzioni insolite, è spesso digressivo o vago, ma senza veri deragliamenti o incoerenze. Le risposte possono essere eccessivamente concrete o eccessivamente astratte e parole e concetti vengono talvolta applicati in modo insolito.

Gli individui con Disturbo Schizotipico di Personalità vivono come problematico l’avere a che fare con gli altri, e come disagevole mettersi in relazione con altre persone. Sebbene possano esprimere infelicità per la mancanza di relazioni, il loro comportamento suggerisce che vi sia un desiderio ridotto di contatti intimi. Come risultato, di solito hanno pochi o nessun amico intimo o confidenti oltre a un familiare di primo grado. Nelle situazioni sociali, particolarmente quelle che coinvolgono persone non familiari, sono ansiosi. Interagiscono con le altre persone quando devono farlo, ma preferiscono stare per conto loro, poiché sentono di essere diversi, presi nel loro mondo interiore pieno di relazioni immaginarie, fantasie e paure.

 

Agli occhi degli altri questi soggetti appaiono spesso strani, eccentrici e stravaganti n a causa di insoliti manierismi, del loro linguaggio inusuale, di un modo di vestire spesso trasandato, non coordinato, e di una disattenzione per le convenzioni sociali.

 

Questo disturbo inizia nella prima età adulta.

Disturbo Antisociale di Personalità 

 
 
 
 
 

Il Disturbo Antisociale di Personalità (chiamato anche Psicopatia o Sociopatia) è caratterizzato da una continua inosservanza e violazione delle leggi e dei diritti altrui, e dalla mancanza di sensi di colpa riguardanti gli atti criminosi commessi.

L’individuo adulto che soffre di Disturbo Antisociale ha manifestato, prima dei 15 anni, alcuni sintomi del Disturbo della Condotta, caratterizzato da comportamenti che violano i diritti degli altri o le norme o regole sociali principali appropriate per l’età, come aggressione a persone o animali, distruzione di proprietà, truffa o furto, o grave violazione di regole. La modalità di comportamento antisociale continua nell’età adulta: gli individui con il Disturbo Antisociale di Personalità non riescono a conformarsi alle norme sociali secondo un comportamento legale, possono compiere ripetutamente atti passibili di arresto come distruggere proprietà, molestare gli altri, rubare o svolgere attività illegali. 

Le persone con questo disturbo non rispettano i desideri, i diritti o i sentimenti degli altri. 

Sono frequentemente disonesti e manipolativi per trarre profitto o piacere personale, come, per es. per ottenere denaro, sesso o potere. Possono ripetutamente mentire, usare false identità, truffare o simulare. 

L’impulsività è una caratteristica saliente. Le decisioni vengono prese sotto l’impulso del momento, senza previdenza e senza considerazione delle conseguenze per sé e per gli altri; questo può determinare cambiamenti improvvisi di lavoro, di residenza o di relazioni. 

Questi individui mostrano anche di non curarsi della sicurezza propria o degli altri, come guidare con ricorrenti eccessi di velocità, guidare in stato di intossicazione, andando incontro a incidenti multipli. Possono coinvolgersi in comportamenti sessuali o in uso di sostanze con elevato rischio di conseguenze dannose. Possono ignorare o non curarsi di un figlio, in modo tale da mettere il bambino in pericolo, essendo spesso estremamente irresponsabili. 

L’irresponsabilità si manifesta anche nel comportamento lavorativo che può essere intercalato da periodi significativi di disoccupazione nonostante la disponibilità di opportunità di lavoro o dall’abbandono di molti lavori senza un piano realistico per ottenere un’altra occupazione. Può essere presente anche una situazione di assenze ripetute dal lavoro non giustificate da malattie proprie o dei familiari. L’irresponsabilità finanziaria è indicata da inadempienza ai debiti, incapacità di provvedere al supporto dei figli o incapacità di supportare altre figure dipendenti in modo regolare. 

Gli individui con Disturbo Antisociale di Personalità mostrano scarso rimorso per le conseguenze delle proprie azioni e possono rimanere indifferenti dopo avere fatto del male, maltrattato o derubato qualcuno. 

L’individuo che soffre di Disturbo Borderline di Personalità è caratterizzato da instabilità delle relazioni interpersonali, instabilità dell’autostima e dell’umore; presenta inoltre una marcata impulsività, con oscillazioni tra poli opposti in molte altre aree funzionali della vita. 

 

Le persone Borderline provano intensi timori di abbandono e rabbia inappropriata anche quando si trovano ad affrontare separazioni limitate nel tempo, come, ad esempio, panico o furore quando qualcuno per loro importante è in ritardo di pochi minuti. 

I timori di abbandono sono correlati ad un’intolleranza a stare soli e alla necessità di avere persone vicino così che compiono sforzi disperati per evitare abbandoni reali o immaginati, mettendo in atto azioni impulsive, come comportamenti automutilanti o suicidari. I soggetti Borderline vivono l’abbandono come una conseguenza del fatto di essere “cattivi”, perciò lasciati soli.

Questi individui hanno una modalità di relazione instabile e intensa, possono idealizzare protettori o amanti potenziali al primo incontro, chiedere di trascorrere molto tempo insieme e condividere i dettagli più intimi all’inizio di una relazione. Possono passare rapidamente dall’idealizzare allo svalutare le altre persone, sentire che non si occupano abbastanza di loro, non danno abbastanza e non sono abbastanza “presenti”. Questi individui empatizzano con gli altri e li coccolano, ma solo con l’aspettativa che gli altri saranno “presenti” a loro volta per soddisfare le loro necessità. Sono inclini a cambiamenti improvvisi e drammatici della loro visione degli altri, che possono essere visti alternativamente come supporti benefici o come crudelmente punitivi. 

 

Nel Disturbo Borderline inoltre può esservi un disturbo dell’identità caratterizzato da un’immagine di sé o da una percezione di sé instabile, con variazioni improvvise e drammatiche dell’immagine di sé, caratterizzate da cambiamenti di progetti, di valori e di aspirazioni. 

 

Gli individui con questo disturbo manifestano impulsività. Possono, ad esempio, giocare d’azzardo, spendere soldi in modo irresponsabile, fare abbuffate, abusare di sostanze, coinvolgersi in rapporti sessuali non sicuri o guidare spericolatamente.

 

Possono anche essere presenti gesti o minacce suicidari, o comportamenti automutilanti, come tagliarsi o bruciarsi. La tendenza ricorrente al suicidio è spesso la ragione per cui questi individui chiedono aiuto. L’automutilazione può verificarsi durante esperienze dissociative e spesso porta sollievo, riaffermando la capacità di sentire o di espiare la sensazione di essere cattivo.

 

Gli individui con Disturbo Borderline di Personalità possono manifestare instabilità affettiva dovuta ad una marcata instabilità dell’umore (per es. depressione, irritabilità o ansia episodica, che di solito durano poche ore e solo raramente più di pochi giorni). L’umore disforico di base è spesso spezzato da periodi di rabbia, panico o disperazione, ed è raramente sollevato da periodi di benessere o soddisfazione. Può essere presente un sentimento cronico di vuoto e noia. 

 

Frequentemente i soggetti Borderline esprimono rabbia inappropriata ed intensa con difficoltà a controllarla. Possono manifestare estremo sarcasmo, amarezza costante o esplosioni verbali. La rabbia è spesso suscitata dal vedere una loro cara persona come disattenta, rifiutante o abbandonante. Tali espressioni di rabbia sono spesso seguite da vergogna e colpa, e contribuiscono alla sensazione di essere cattivi. 

 

Il Disturbo Borderline di Personalità inizia nella prima età adulta.

Disturbo Borderline di Personalità 

Disturbo Istrionico di Personalità 

Le caratteristiche del Disturbo Istrionico di Personalità sono un’eccessiva emotività, con manifestazioni teatrali e comportamento di ricerca di attenzione da parte degli altri.

Gli individui con questo disturbo si sentono a disagio o non apprezzati quando non sono al centro dell’attenzione. Spesso brillanti e drammatici, tendono ad attirare l’attenzione e possono inizialmente affascinare le nuove conoscenze per il loro entusiasmo, apparente apertura o seduttività. Queste qualità tendono ad indebolirsi, comunque, poiché questi individui richiedono continuamente di essere al centro dell’attenzione e, se non lo sono, possono mettere in atto qualcosa di drammatico (per es. inventare delle storie, creare una scena) per attrarre l’attenzione su di loro. 

Sono spesso inappropriatamente provocanti o seduttivi dal punto di vista sessuale e questo comportamento non è diretto soltanto nei confronti di persone per cui l’individuo ha un interesse sessuale o sentimentale, ma si manifesta in una grande varietà di relazioni sociali, lavorative e professionali, al di là di quanto sia appropriato dato il contesto sociale. Utilizzano costantemente l’aspetto fisico per attrarre l’attenzione e sono eccessivamente preoccupati di impressionare gli altri, spendendo un’eccessiva quantità di tempo, energia e denaro per gli abiti e per le cure personali. 

Tendono, inoltre, all’autodrammatizzazione, teatralità ed espressione esagerata delle emozioni. Possono imbarazzare amici e conoscenti per una manifestazione pubblica eccessiva delle emozioni (per es. abbracciare con ardore eccessivo conoscenze casuali, piangere in modo incontrollabile per eventi sentimentali minimi). Comunque, le loro emozioni spesso sembrano accendersi e spegnersi troppo rapidamente per essere vissute in modo profondo, cosa che può portare gli altri ad accusare l’individuo di simulare questi sentimenti.

Gli individui con Disturbo Istrionico di Personalità hanno un elevato grado di suggestionabilità. Le loro opinioni e sentimenti vengono facilmente influenzati dagli altri e da momentanei entusiasmi. Possono essere eccessivamente fiduciosi, specialmente nei confronti di figure con forte autorità, a cui attribuiscono la risoluzione magica dei loro problemi. Tendono a seguire le impressioni e ad adottare rapidamente convinzioni. Questi individui hanno un eloquio eccessivamente impressionistico e privo di dettagli.

 

Il Disturbo Istrionico di Personalità inizia nella prima età adulta.

Il Disturbo Narcisistico di Personalità è caratterizzato da senso di grandiosità ed unicità, necessità di continua ammirazione ed attenzione, ipersuscettibilità alle critiche e mancanza di empatia.

Gli individui con questo disturbo hanno un senso grandioso di autostima, sovrastimano le proprie capacità ed esagerano i propri talenti, apparendo, così, agli altri, vanagloriosi e presuntuosi. Spesso nel giudizio esagerato dei propri talenti è implicita una svalutazione dei contributi delle altre persone. La loro autostima però, anche se apparentemente grandiosa, è molto fragile.

Sono spesso assorbiti da fantasie di successo, potere, vivacità, bellezza o di amore ideale. Possono paragonarsi favorevolmente con persone famose o privilegiate. Credono di essere superiori, speciali o unici, e si aspettano che gli altri li riconoscano come tali. Possono pensare di dover frequentare o di sentirsi capiti solo da persone speciali o di condizione sociale elevata, credono che le loro necessità siano uniche e al di fuori della comprensione delle persone ordinarie. Sono inclini ad insistere per avere soltanto le persone più importanti (medico, avvocato, parrucchiere, istruttore), ad affiliarsi alle “migliori” istituzioni, ma possono svalutare le credenziali di chi li delude.

Possono preoccuparsi di quanto si stiano comportando bene e di quanto vengano giudicati favorevolmente dagli altri e questo spesso si trasforma nella necessità di costante attenzione, ammirazione e complimenti. Possono aspettarsi che il loro arrivo venga accolto con grandi feste e sono stupiti se gli altri non bramano ciò che essi possiedono. Sentono di meritarsi trattamenti speciali, si aspettano di venire soddisfatti nelle loro richieste e se questo non accade sono sconcertati e furiosi. Questo senso di diritto insieme alla mancanza di sensibilità per i desideri e le necessità degli altri possono sfociare nello sfruttamento degli altri cosciente o involontario. 

Queste persone generalmente mancano di empatia e hanno difficoltà a riconoscere i desideri, le esperienze soggettive e i sentimenti degli altri. Tendono a discutere le proprie preoccupazioni mentre sono incapaci di riconoscere che anche chi li circonda ha sentimenti e necessità. Sono spesso sprezzanti e impazienti con altri che parlano dei propri problemi e preoccupazioni. Quando vengono riconosciuti, i bisogni, i desideri o i sentimenti delle altre persone, possono essere visti in modo denigratorio, come segni di debolezza o vulnerabilità. 

Questi individui sono spesso invidiosi o credono che gli altri siano invidiosi di loro: possono invidiare agli altri successi e proprietà, sentendo di meritare di più quei risultati, ammirazione o privilegi. Spesso manifestano un atteggiamento snob, sdegnoso, o condiscendente.

 

Il Disturbo Narcisistico di Personalità inizia nella prima età adulta.

Disturbo Narcisistico di Personalità 

Disturbo Evitante di Personalità 

La caratteristica del Disturbo Evitante di Personalità è una modalità pervasiva di inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza e ipersensibilità alla valutazione negativa, Gli individui con questo disturbo evitano il lavoro o le attività scolastiche che coinvolgono un contatto interpersonale significativo per timore di essere criticati, disapprovati o rifiutati. Possono essere rifiutate offerte di promozione sul lavoro poiché le nuove responsabilità potrebbero determinare la critica dei colleghi. 

Queste persone evitano di farsi nuovi amici, a meno che non siano certi di piacere e di essere accettati senza critiche. Finché non superano prove rigorose che dimostrano il contrario, le altre persone sono ritenute critiche e disapprovanti. Gli individui con questo disturbo non si uniscono ad attività di gruppo, a meno che non vi siano offerte ripetute e generose di supporto e di accudimento. 

L’intimità interpersonale è spesso difficoltosa sebbene le persone Evitanti siano capaci di stabilire relazioni intime quando viene assicurata un’accettazione incondizionata. Possono agire con inibizione, avere difficoltà a parlare di sé, e trattenere sentimenti intimi per timore di esporsi, di essere ridicolizzati o umiliati.

Poiché gli individui con questo disturbo sono preoccupati di essere criticati o rifiutati in situazioni sociali, se qualcuno li disapprova o li critica anche leggermente, possono sentirsi estremamente feriti. Tendono ad essere timidi, quieti, inibiti e “invisibili”, per timore che qualsiasi attenzione sia umiliante o rifiutante. Si aspettano che indipendentemente da quello che dicono, gli altri lo riterrebbero “sbagliato”, e quindi possono non dire assolutamente niente. 

Nonostante il loro desiderio di partecipare attivamente alla vita sociale, temono di mettere il loro benessere nelle mani altrui. 

Le sensazioni principali sono inadeguatezza e scarsa autostima. Coloro che soffrono di tale disturbo credono di essere socialmente inetti, personalmente non attraenti, o inferiori agli altri. Sono riluttanti ad assumere rischi personali o ad ingaggiarsi in qualsiasi nuova attività, poiché questo può rivelarsi imbarazzante. 

Tendono ad esagerare i pericoli potenziali di situazioni ordinarie e dalla loro necessità di certezza e sicurezza può derivare uno stile di vita coartato. 

 

Il Disturbo Evitante di Personalità inizia nella prima età adulta.

 

Le persone con Disturbo Dipendente di Personalità hanno bisogno di essere accudite, delegano agli altri tutte le decisioni personali, hanno una scarsa autostima e paura della separazione.

Questi individui hanno un comportamento dipendente e sottomesso che è finalizzato a suscitare protezione. Questo nasce da una percezione di sé come incapaci di funzionare adeguatamente senza l’aiuto degli altri.

C’è difficoltà a prendere le più banali decisioni quotidiane come, ad esempio, il vestito da indossare al mattino, senza un’eccessiva quantità di consigli e rassicurazioni da parte degli altri. 

Questi individui tendono ad essere passivi e a permettere ad altre persone (spesso una persona singola che in genere è un genitore o il coniuge) di prendere l’iniziativa e di assumere la responsabilità per la maggior parte dei settori della loro vita. La necessità che gli altri si assumano le responsabilità va al di là delle richieste appropriate per l’età e la situazione. Quando il Disturbo Dipendente di Personalità si manifesta in un individuo con una grave condizione medica generale o disabilità, la difficoltà nel prendere responsabilità va comunque al di là di quanto si associa generalmente con quella condizione o disabilità.

Poiché temono di perdere il supporto o l’approvazione, gli individui Dipendenti hanno difficoltà ad esprimere il disaccordo verso altre persone, specialmente verso coloro da cui sono dipendenti. Si sentono talmente incapaci di funzionare autonomamente che concorderanno su ciò che ritengono sbagliato, piuttosto che perdere l’aiuto. Non si arrabbiano adeguatamente con le persone da cui necessitano supporto e accudimento per timore di allontanarli. 

Gli individui con questo disturbo hanno difficoltà ad iniziare progetti o fare cose in modo indipendente. Essi mancano di sicurezza in se stessi e credono di avere bisogno di aiuto per iniziare e portare avanti dei compiti. Aspetteranno gli altri per iniziare le cose, poiché credono che di regola gli altri facciano meglio. Questi individui sono convinti di essere incapaci di funzionare indipendentemente, e si presentano come inetti e bisognosi di assistenza costante. Possono, comunque, funzionare adeguatamente se hanno la sicurezza che qualcun’altro stia supervisionando e approvando. Possono temere di diventare o di apparire più competenti, poiché possono credere che questo conduca all’abbandono. Poiché contano sugli altri per gestire i propri problemi, spesso non acquisiscono gli strumenti per vivere adeguatamente, perpetuando così la dipendenza.

Le persone con questo disturbo possono giungere a qualsiasi cosa pur di ottenere accudimento e supporto, anche al punto di offrirsi per compiti spiacevoli, sono pronti a sottomettersi a ciò che gli altri vogliono, anche se le richieste sono irragionevoli. Possono fare sacrifici straordinari, o tollerare l’abuso verbale, fisico o sessuale. 

Si sentono a disagio o indifesi quando sono soli, a causa del timore esagerato di essere incapaci di prendersi cura di sé e seguono “passo passo” altre persone importanti proprio per evitare di stare da soli, anche se non sono interessati o coinvolti in ciò che sta accadendo.

Quando termina una relazione importante (per es., la rottura con un amante, la morte di una figura protettrice), gli individui con Disturbo Dipendente di Personalità possono cercare con urgenza un’altra relazione che fornisca la cura e il supporto di cui hanno bisogno. 

 

Questa modalità compare entro la prima età adulta.

Disturbo Dipendente di Personalità 

Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità 

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità è caratterizzato da una forte tendenza al perfezionismo, intensa preoccupazione per l’ordine e la precisione, ipercontrollo delle dinamiche interne, degli avvenimenti e degli impegni, marcata rigidità nei pensieri e negli atteggiamenti, a spese di flessibilità, apertura ed efficienza.

Gli individui con questo disturbo cercano di mantenere una sensazione di controllo attraverso un’attenzione minuziosa per le regole, i dettagli futili, le procedure, le liste, i programmi, o la forma, al punto che va perso lo scopo dell’attività. 

Sono eccessivamente accurati ed inclini alla ripetizione, prestando una straordinaria attenzione ai dettagli, controllando ripetutamente in cerca di eventuali errori. 

Quando, ad esempio, tali individui smarriscono una lista delle cose da fare, perderanno una eccessiva quantità di tempo per cercare la lista piuttosto che perdere pochi minuti a ricrearla a memoria e procedere ad eseguire tali attività. Il tempo viene male organizzato, i compiti più importanti vengono lasciati all’ultimo minuto. Il perfezionismo e gli standard di prestazioni elevati che essi si impongono causano in questi individui malfunzionamento e disagio significativi. 

Gli individui con Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità mostrano una devozione eccessiva al lavoro e alla produttività, fino ad escludere le attività di tempo libero e le amicizie. Essi spesso sentono di non avere tempo per dedicare una serata o un fine settimana a qualche uscita o solo per rilassarsi. Possono continuare a posticipare un’attività piacevole, come una vacanza, in modo che non possa mai verificarsi e, quando occupano del tempo per le attività ricreative o per le vacanze, sono molto a disagio, a meno che non si siano portati dietro del lavoro in modo da non “perdere tempo”. I passatempi o le attività ricreative vengono affrontate come compiti seri che richiedono un’attenta organizzazione e un duro lavoro di controllo. L’enfasi viene posta sull’esecuzione perfetta.

Vi può essere una grande concentrazione sui lavori domestici, dedicando alle pulizie ore ed ore. 

Queste persone possono essere eccessivamente coscienziose, scrupolose e inflessibili a proposito di moralità, etica, o valori. Possono forzare se stessi e gli altri a seguire principi morali rigidi e standard di prestazione molto rigorosi. Possono anche essere impietosamente autocritici nei confronti dei propri errori. 

Gli individui con questo disturbo sono rigidamente sottomessi all’autorità e alle regole ed insistono su un’accondiscendenza quasi letterale, senza che si possa fare alcuno strappo alle regole anche in circostanze estreme. 

Possono essere incapaci di gettare oggetti usati o inutili, anche quando non hanno valore sentimentale e possono considerare uno spreco gettare via degli oggetti poiché “non puoi mai sapere quando ne avrai bisogno”, e saranno turbati se qualcuno tenta di sbarazzarsi delle cose che hanno accumulato. I coniugi o compagni di stanza possono lamentarsi della quantità di spazio occupato da oggetti vecchi, riviste, apparecchi rotti, e così via.

I soggetti con Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità sono riluttanti a delegare compiti o a lavorare con altri. Insistono in modo testardo e irragionevole perché ogni cosa venga fatta a modo loro, e perché le persone si conformino al loro modo di fare le cose. Spesso danno istruzioni molto dettagliate su come dovrebbero essere fatte le cose (per es. vi è un solo ed unico modo di falciare il prato o di lavare i piatti), e sono sorpresi e irritati se gli altri suggeriscono alternative. Altre volte possono rifiutare offerte di aiuto anche quando in programma, poiché pensano che nessun altro possa far bene una certa cosa. Sono caratterizzati da rigidità e testardaggine.

Possono essere avari e taccagni, e mantenere un livello di vita al di sotto di quanto possono permettersi, per la convinzione che le spese debbano essere attentamente controllate per provvedere in caso di catastrofi future. 

Pianificano meticolosamente in dettaglio e sono restii a considerare modifiche. Totalmente assorti nelle proprie prospettive, hanno difficoltà a riconoscere i punti di vista degli altri. Gli amici e i colleghi possono essere frustrati da questa costante rigidità. 

 

Questo disturbo di Personalità inizia nella prima età adulta.

 

Nonostante la somiglianza dei nomi, il Disturbo Ossessivo-Compulsivo è distinto dal Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità per la presenza di reali ossessioni e compulsioni. 

 

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