Depressione

depressione disturbo umore

Cosa è l’Umore?

 

L’umore è lo stato d’animo di base di un individuo, lo stato emozionale di fondo dell’attività mentale. 

Rappresenta la predisposizione a provare emozioni piacevoli o spiacevoli ed è in grado di condizionare la qualità e l’intensità dei vissuti, i pensieri, i desideri, le funzioni cognitive e i comportamenti dell’individuo.

Ogni persona ha un proprio tono dell’umore che tende a manifestare con maggiore frequenza, considerato come caratteristico del soggetto, come abitudine caratteriale e come parte del proprio temperamento. 

L’umore è il risultato di più fattori: in buona parte deriva dal patrimonio genetico, ereditato dai genitori, ma si modifica nel tempo in base al tipo di educazione ricevuta, all’ambiente in cui il soggetto è cresciuto, ad esperienze vissute, allo sviluppo della personalità.

L’umore di una persona, anche in un periodo di benessere complessivo, è dinamico e presenta delle oscillazioni fisiologiche che dipendono da parametri psicobiologici, da stimoli provenienti dal mondo esterno o da contenuti del mondo interno.

Il tono dell’umore infatti, in condizioni normali, presenta variazioni sia quantitative (frequenza), sia qualitative (intensità) ed oscilla tra due estremità, la tristezza e la gioia, passando attraverso tutta una gamma di sfumature emozionali, come la disperazione, la malinconia, la serenità, l’euforia e l’esaltazione.

Quando tali cambiamenti emotivi si svincolano dagli eventi esterni o sono sproporzionati, per intensità o durata, in reazione all’evento stesso, si parla di Disturbi dell’Umore. 

In presenza di un disturbo, viene persa la normale risposta emotiva e lo stato d’animo si può ancorare al polo della tristezza (è il caso della depressione) o dell’euforia (è il caso della mania).

I Disturbi dell’Umore, perciò, consistono in alterazioni del tono dell’umore dell’individuo di entità tale da causare problemi, disfunzioni oppure disagio marcato. 

Si manifestano con un gruppo di sintomi e segni che possono durare da poche settimane ad alcuni mesi o anni.

Disturbo Depressivo e sintomi

Il Disturbo Depressivo Maggiore è caratterizzato da uno stato emotivo di grande tristezza, sconforto e disperazione. L’individuo prova sensi di colpa, sensazione di vuoto, infelicità, pessimismo, sensazione che nulla abbia più valore, con la perdita di interesse nei confronti delle attività che si svolgevano precedentemente e con l’incapacità di provare piacere per qualunque cosa, con conseguente isolamento sociale. I familiari spesso notano il ritiro sociale o il rifiuto di occupazioni piacevoli (per es, un calciatore non si allena più). 

E’ presente riduzione dell’energia, astenia, faticabilità. Il soggetto può riferire una continua stanchezza e anche i più piccoli compiti, come lavarsi e vestirsi al mattino,  richiedono uno sforzo considerevole e molto tempo. Anche l’efficienza delle azioni può essere ridotta. 

A livello psicomotorio, frequentemente c’è un rallentamento generale che riguarda il pensiero e i movimenti del corpo. Risulta faticoso anche fare conversazione: le persone depresse infatti si esprimono generalmente attraverso poche parole, facendo lunghe pause e parlando lentamente, con un tono di voce basso e monotono.

Le alterazioni psicomotorie possono, al contrario, manifestarsi con agitazione e ansia, come incapacità di stare seduti, passeggiare avanti e indietro, stropicciarsi le mani; sfregarsi la pelle, i vestiti, o altri oggetti, lamentandosi continuamente. 

L’agitazione o il ritardo psicomotorio devono essere abbastanza gravi da poter essere osservati da parte di altri, e non rappresentare semplicemente una sensazione soggettiva. 

Il senso di svalutazione è sempre presente e può includere valutazioni negative irrealistiche del proprio valore, preoccupazioni di colpa o ruminazioni su piccoli errori commessi nel passato. Molti soggetti si rimproverano di essere malati e di non riuscire ad assumersi responsabilità lavorative o interpersonali come conseguenza della depressione.

Possono essere presenti pensieri di morte, ideazione suicidaria o tentativi di suicidio veri e propri. Questi pensieri variano dalla convinzione che gli altri starebbero meglio se la persona fosse morta, a pensieri transitori di suicidarsi, a piani effettivi per compiere il suicidio. La frequenza, l’intensità e la letalità di questi pensieri possono essere piuttosto variabili.

Nel Disturbo Depressivo Maggiore sono frequentemente presenti anche disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia) e perdita del desiderio sessuale. L’appetito è di solito ridotto (molti individui sentono di doversi sforzare di mangiare) mentre, in altri casi, aumentato. Quando le alterazioni dell’appetito sono gravi, vi può essere una perdita o un aumento di peso significativi.

Le persone depresse non sono in grado di concentrare l’attenzione su qualcosa e ciò costituisce uno sforzo estenuante; non riescono a ricordare ciò che viene loro detto o ciò che apprendono attraverso la lettura. Il disturbo colpisce anche la capacità di affrontare i problemi: gli individui che ne sono affetti risultano essere totalmente privi di idee e strategie circa la sua risoluzione e vivono ogni momento con un sentimento di oppressione.  

Il Disturbo Depressivo Maggiore crea disagio clinicamente significativo e interferisce nell’ambito sociale, lavorativo o in altre importanti aree del funzionamento. Se la compromissione è grave, il soggetto può perdere completamente la capacità di funzionare dal punto di vista sociale o lavorativo. In casi estremi, il soggetto può essere incapace di occuparsi della cura personale minima (per es, mangiare o vestirsi) o di mantenere l’igiene personale minima.

 

Nella maggior parte dei casi la depressione tende con il tempo a scomparire, ma può anche cronicizzarsi. Il Disturbo Depressivo Maggiore risulta essere tra i disturbi più diffusi e sembra essere più frequente nelle donne che negli uomini. Colpisce maggiormente nella prima età adulta, ma nel corso degli ultimi anni l’età di insorgenza si sta progressivamente abbassando.

Terapia per la Depressione

La Depressione è un disturbo invalidante che ad un certo momento si insinua prepotentemente nella nostra quotidianità. E' essenziale capire i motivi per cui insorge e continua ad essere presente nella nostra vita. 

Dobbiamo iniziare a lavorarci ribaltando prospettiva: non come qualcosa di fastidioso di cui disfarsi il prima possibile ma come un messaggio che il nostro inconscio ci lancia. Dobbiamo accoglierlo e leggerlo come una richiesta di aiuto, come qualcosa che nella nostra vita non va e di cui dobbiamo prendere consapevolezza. 

Da questo punto di vista la depressione diventa un alleato da ascoltare, un messaggio prezioso.

Cosa mi crea angoscia e tristezza? C'è un evento scatenante? Da quanto tempo mi sento male? 

Non è cosi semplice rispondere a queste domande utilizzando il pensiero e la razionalità ed è per questo che diventa necessaria la psicoterapia. 

Io lavoro con i disturbi dell'umore utilizzando la cooperazione di più approcci simultaneamente. 

Innanzitutto con un'analisi profonda andiamo a cercare nell'inconscio le paure più primitive, le nostre ferite, le cose che ci spaventano, le preoccupazioni e le fragilità. Andiamo a cercare se c'è stato un evento scatenante e capire il significato simbolico ed emotivo che ha nella propria vita. Questo grazie all'aiuto dell'analisi dei sogni, con tecniche immaginative guidate, con le libere associazioni, con i nostri ricordi e valori. 

Contemporaneamente andiamo a lavorare con una terapia gestaltica, basata sul "qui ed ora", per estrapolare le risorse interne ed esterne nel momento che stiamo vivendo, attivando energie nuove. In questo i principi della Mindfulness ci sono preziosi.

In ultima analisi intreccio il lavoro analitico psicologico con un approccio immaginativo per alleviare il senso di tensione e agitazione e riportare, attraverso il fisico, sensazioni di benessere e tranquillità. 

Questi tipi di approcci vengono armonizzati al meglio, moltiplicando i benefici e raggiungendo un'armonia tra psiche, emozioni e corpo.