top of page

Anima - Animus

Anima - Animus

Per affrontare il tema della relazione tra maschile e femminile, sia a livello interpersonale che a livello intrapsichico, Jung postula un’esistenza psichica che si presenta sempre in forma bipolare: Anima - Animus. 

L’Anima è l’immagine del femminile che ogni essere umano di sesso maschile ha interiorizzato mentre l’Animus è l’immagine del maschile in ogni essere umano di sesso femminile.

L’Anima nell’uomo e l’Animus nella donna sono difficilmente accessibili, si radicano in zone molto profonde nell’inconscio e l’accesso a queste figure diventa possibile, di norma, solo dopo l’esplorazione dell’Ombra, come se quest’ultima impedisse il passaggio. 

Ma la difficoltà deriva anche dalla natura stessa di queste immagini: appartiene alla loro natura l’essere proiettate su oggetti del mondo esterno come personificazioni dell’altro sesso: nell’uomo prende la forma della figura femminile e nella donna quella di una figura maschile. Una determinata persona ci attrae perché attiva la nostra Anima o Animus. Quando siamo attratti da una persona, esiste una motivazione inconscia verso di lei che ha a che fare con relazioni oggettuali interiori, cioè con l’immagine inconscia del femminile o del maschile che abbiamo dall’infanzia.

L’Anima nella mentalità maschile, è una presenza materna e una specie di divinità femminile, come una musa immersa in un’atmosfera sentimentale; mentre l’Animus della mentalità femminile, mostra tratti virili, autoritari e intellettuali. 

Nonostante Anima e Animus abbiano uguale importanza, Jung ha approfondito in modo maggiore l’Archetipo dell’Anima.

“Anima” indica qualcosa di meraviglioso, magico e immortale. E’ alla base dei nostri umori, reazioni, impulsi e di tutto ciò che esiste di spontaneo nella psiche. Per Jung è un “angelo di luce”, qualcosa di inquietantemente vivo. Essa racchiude un sapere segreto o una saggezza nascosta, ha natura elfica. Esprime la vita ed è l’archetipo della vita stessa. 

L’Anima permette l’accesso al mondo del trascendente, del metafisico e degli dei, ed è quanto di più profondo esiste in noi. E’ portatrice di creatività. 

Come ogni Archetipo è una figura bipolare e può apparire come positiva o negativa, vecchia o giovane, madre o fanciulla, fata o strega, santa o prostituta. 

L’Anima si manifesta in sogni, visioni e fantasie, nei miti di tutti i popoli ed è stata fino dai tempi antichi una ricca fonte di ispirazione per i poeti (pensiamo a Beatrice di Dante o a Laura di Petrarca). Per l’uomo antico era la dea o la strega, nel Medioevo era proiettata nella Regina del cielo e nella Madre Chiesa o può, in tutti i tempi, semplicemente rappresentare la madre personale quale patrimonio di risorse spirituali e morali. E’ la madre infatti la prima portatrice dell’immagine dell’Anima e successivamente prenderà forma in tutte le donne con le quali l’uomo entrerà in relazione. 

 

Anima e Animus, sebbene si fondino nell’infantile e nel primitivo, se non sono sufficientemente integrati dall’Io, affliggono turbamenti diversi a seconda che provengano dall’una o dall’altra delle due figure: un uomo sotto l’influsso dell’Anima è soggetto ad umori sconsiderati, all’istintualità e la vedrà come regina, come strega o sirena che sollecita fantasie erotiche. Quando è molto attivata, essa ammollisce il carattere dell’uomo rendendolo più suscettibile, lunatico, geloso e vanitoso. 

Una donna in preda al proprio Animus vorrà avere sempre ragione ed esprimerà opinioni autoritarie, come una “Diana” virile e rivendicativa.

Mentre nel suo aspetto positivo l’Anima è vista come l’amata, colei con la quale l’uomo può entrare in relazione e generare dei figli, nel suo aspetto negativo diviene la seduttrice crudele che porta alla rovina e alla morte; la donna diventa allora la creatura dell’illusione e della seduzione mortale. La seduzione di un femminile mortifero, che pietrifica con il suo sguardo o che spinge verso la morte, come la Medusa e le sirene del mito, ha come contraltare l’immagine di un maschile altrettanto distruttivo. È un maschile tenebroso, potente e terrificante, portatore di un pericolo mortale.

 

La teoria junghiana, essendo basata sulla tensione degli opposti, considera fondamentale l’integrazione della propria dimensione controsessuale: l’uomo dovrà riuscire a integrare in sé il tipo di sensibilità di rapporto con il mondo tipicamente femminile (l’Eros dell’Anima), la donna dovrà conquistare una dimensione psicologica maschile (il Logos), con le sue pretese intellettuali. 

Solo così si può accedere ad una nuova modalità di rapporto, con se stessi, con gli altri e soprattutto con il partner: perché un rapporto di coppia sia creativo è indispensabile che ciascuno abbia una relazione cosciente con la propria istanza eterosessuale. Infatti, se un uomo approfondisce la propria dimensione femminile e la donna quella maschile, è più difficile che ci siano reciproche proiezioni di esigenze e aspettative inconsce. 

bottom of page