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Il Vecchio Saggio

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L’archetipo dello Spirito, o Vecchio Saggio, è la personificazione del principio spirituale. 

Di solito l’individuo incontra tale Archetipo in situazioni critiche della propria vita, quando deve prendere decisioni difficili. 

Il Vecchio Saggio è l’Archetipo dell’uomo potente, eroe, mago o sovrano, e rappresenta lo “spirituale”. Contrapposto ad esso vi è l’Archetipo della Grande Madre, figura materna, sovrana, piena di pietà e di misericordia che rappresenta il “materiale” tipico della donna (gravidanza, parto, allattamento, carezze, contatto fisico).

Il Vecchio Saggio si personifica nei sogni, nel mito e nel folclore sotto molteplici forme simboliche: mago, medico, sacerdote, maestro, persona autorevole, vento, gnomo, figure di antenati, animali che danno aiuto, divinità, stregoni presso i popoli primitivi, sacerdoti e monaci di tutte le religioni o qualsiasi uomo capace di dare buoni consigli. Talvolta è sostenuto da un vero e proprio spirito, quello di un morto; più raramente, personificazioni dello spirito sono figure grottesche simili a gnomi o animali sapienti e parlanti. 

Il Vecchio Saggio si presenta sempre in una situazione in cui perspicacia, intelligenza, senno, decisione e pianificazione sarebbero necessari, ma non possono provenire dai mezzi propri dell’individuo in quel momento di vita; così l’Archetipo compensa questo stato di carenza spirituale.

Anche nelle fiabe il vecchio appare sempre quando l’eroe si trova in una condizione critica o disperata, dalla quale può liberarlo solo una profonda riflessione o intuizione, dunque una funzione spirituale. L’Archetipo dello Spirito, portando alla presa di coscienza, libera l’individuo dalla fatica di pensare da solo. Anzi il Vecchio è proprio questa adeguata riflessione e concentrazione delle forze morali e fisiche che si compie spontanea in una regione psichica fuori della coscienza.

Spesso nelle fiabe il Vecchio interroga sul chi, sul perché, sul dove l’individuo sta andando per avviare con ciò la riflessione su se stessi e la concentrazione delle proprie forze. Spesso egli accorda anche i mezzi magici necessari. Il Vecchio Saggio riesce a vedere oltre la situazione oggettiva, è capace di fornire informazioni preziose che aiuteranno il protagonista a superare quel particolare momento, sa quali strade conducono alla meta e le indica all’eroe mettendolo in guardia contro pericoli futuri. 

Il Vecchio rappresenta da un lato riflessione, saggezza e intuizione, dall’altro anche qualità morali come benevolenza e sollecitudine. E’ immortale e penetra le tenebre caotiche della vita ordinaria con la luce del significato. Conformemente alla sua originaria natura di vento, lo spirito è sempre l’essenza attiva, mossa, che vivifica, stimola, infiamma e ispira. E’ il dinamico e costituisce quindi l’opposto della materia, della staticità, dell’inerzia e dell’assenza di vita. Si tratta insomma del contrasto tra la vita e la morte perché lo Spirito è essenzialmente ciò che vive e dà vita. 

 

Abbiamo visto come tutti gli archetipi, oltre ad un carattere positivo, hanno anche un carattere negativo. Il Vecchio Saggio non fa eccezione. Può portare ad un arricchimento di fattori spirituali ma può anche mostrare la fissazione del sognatore a stati mentali remoti negativi e, in questo caso, può apparire come una figura che compie azioni malvagie, come ad esempio un mago. 

Nelle fiabe questa sua doppia natura è resa evidente dalla sua facoltà di trasformarsi. In certi racconti, questa dualità si esprime con il fatto che il vecchio ha solo una metà del corpo mentre l’altra è invisibile, il che rivela la natura antitetica dell’essere umano. Può fare la parte dell’alleato o del nemico, del padre o di colui che tiene prigioniera la principessa destinata all’eroe.

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